Anna Atkins – Botanica in Blue
di Ilaria Bagnulo
Introduzione
Anna Atkins (1799-1871) botanica, naturalista e illustratrice, è considerata la prima donna “fotografa” ad avere utilizzato la cianotipia, la tecnica fotografica progenitrice della fotografia, per catalogare specie botaniche acquatiche e terrestri. I suo libri furono i primi nella storia ad essere illustrati con tavole fotografiche.
I cianotipi botanici di Atkins sono unici nel loro genere, per via della tecnica utilizzata, e furono raccolti in volumi prodotti e pubblicati a sue spese in tirature limitate. Anna donò alcune copie alla Royal Society, al British Museum e ai colleghi appassionati botanici o ai pionieri fotografi come Talbot, con il quale speriemtò le prime tecniche di stampa.
La fotografia fù per Anna Atkins un mezzo scientifico più che artistico al quale poter affidare fedeli rappresentazioni dei suoi studi botanici, ma nel tempo si trasformò in una sperimentazione in cui fondere scienza botanica, fotografia e ricerca estetica.
Tra la botanica e gli albori della fotografia
Nata nel 1799 a Tonbridge nel Kent, orfana di madre, Anna Children venne cresciuta dal padre John, chimico e minerologo, che le trasmise la passione per lo studio e per le scienze, in particolare per la botanica. John Children era uno scienziato amatoriale, sebbene la distinzione tra amatoriale e professionale non fosse molto netta all’epoca, mentre lo studio della botanica era tra i pochi ambienti scientifici a cui potevano accedere le donne in quel periodo.
Fin da ragazza il padre la supportò nelle sue ricerche, insegnandole chimica nel suo laboratorio. Anna iniziò a classificare piante, fiori e alghe in dettagliate illustrazioni e incisioni, dedicandosi alla costruzione di ricchi erbari. Il suo primo lavoro fù illustrare con incisioni di conchiglie la traduzione fatta dal padre di un libro di Jean-Baptiste Lamarck, “Genera of Shells”.
Nel 1809 Children fu eletto membro della Royal Society of London, un evento che gli permetterà di conoscere gli sperimentatori londinesi della nascente tecnica fotografica, William Fox Talbot and Humphry Davy.
La passione per la cianotipia
Nel 1825 Anna sposò John Pelly Atkins dal quale prese il cognome con il quale è passata alla storia. Successivamente, tramite suo padre, conobbe il pioniere della fotografia, William Fox Talbot, che divenne il suo mentore, insegnandole tutte le tecniche allora note e trasmettendole la passione per la fotografia.
Nel 1839 mentre Anna veniva eletta membro della Botanical Society of London, Talbot presentò la sua invenzione, il calotipo, un metodo per imprimere un’immagine con l’uso di sali d’argento, materiale fotosensibile. Nei suoi primi esperimenti utilizzò foglie e muschi, ma la tecnica era molto complicata da eseguire e fu presto semplificata grazie agli esperimenti del suo amico scienziato John Herschel, che chiamò la sua tecnica cianotipia. Attraverso l’uso di due sali di ferro, carta, acqua e naturalmente luce, riuscì a fermare l’immagine di un oggetto e immortalare la natura in un meraviglioso color ciano blue, da cui il nome della tecnica.
La Cianotipia
La cianotipia è un processo fotografico scoperto nel 1842 da Sir John Herschel. A differenza delle precedenti tecniche che utilizzavano i sali d’argento, Herschel scoprì due sali di ferro che acquistavano una fotosensibilità maggiore appena venivano a contatto con la luce solare. Su fogli di carta bianca trattati con questa soluzione, venivano posizionati oggetti che non facendo passare la luce, lasciavano una silhouette. Dopo essere stati esposti ai raggi ultravioletti per alcuni minuti, i fogli di carta venivano lavati in acqua, dove la reazione con i sali, produceva la pigmentazione ciano o blue Prussia.
Fu proprio Anna Atkins a riprendere gli studi di questo nuovo metodo, più semplice e meno costoso, iniziando ad utilizzarlo per i suoi lavori di catalogazione botanica.
I Cianotipi Botanici di Anna Atkins
Fotografie delle Alghe Inglesi
Photographs of British Algae (1843–53)
Fu il primo libro ad essere interamente illustrato con stampe fotografiche cianotipiche e pubblicato in fascicoli nel 1843, segnando la storia degli albori della fotografia. A questo primo volume ne seguiranno altri due dedicati interamente alla catalogazione delle alghe, stampati e raccolti nel corso di dieci anni. Atkins creò le tavole fotografiche mettendo le alghe che aveva collezionato durante i suoi viaggi sulle spiagge inglesi o che le erano state regalate da scienziati e collezionisti, direttamente sulla carta fotosensibile e pressate sotto un vetro trasparente, lasciandole esposte alla luce del sole.
Sebbene l’espressione artisica non fosse il suo intento primario, Atkins era sensibile alla forma estetica delle piante acquatiche e le dispose in composizioni creative ed eleganti su ogni tavola. Mettendo insieme razionalità scientifica e arte, Photographs of British Algae fu un libro ambizioso e artigianale, dove tutte le stampe fotografiche furono scritte a mano e poi cucite in fascicoli e volumi.
In quegli anni in Gran Bretagna lo studio delle alghe iniziava ad essere sistemico e Atkins basò la sua nomenclatura utilizzando come riferimento il Manual of the British Algae (1841) di William Henry Harvey che era privo di illustrazioni.

Cianotipia di un’alga, la Dictyota dichotoma pubblicata nel 1843.
Cianotipi delle Felci Inglesi
Cyanotypes of British Ferns
Nel 1853 inizia a produrre cianotipi di felci, quali le più note Polypodium phegopteris, Aspidium lobatium e Pteris rotundifolia. Come nei cianotipi delle alghe, ogni felce è disposta su uno sfondo neutro su cui gli stemmi e le foglie vengono stampati dalla luce con precisione e chiarezza.
Sulla scia del suo primo lavoro, Atkins compose questo volume, ad oggi considerato la sua opera più completa.
Cianotipi di Piante da Fiore e Felci Inglesi e Straniere
Cyanotypes of British and Foreign Flowering Plants and Ferns
Durante questo periodo Anna iniziò inoltre a fotografare soggetti totalmente differenti, con la collaborazione di Anne Dixon, una sua amica d’infanzia. Nella creazione di tavole più complesse e libere dal rigore scientifico, si aggiungono fiori e nuovi elementi, come piume, nastri e merletti. Sperimentò composizioni più articolate, con diversi livelli di spessore e profondità, l’accostamento di trame, forme e linee, o giochi di trasparenza e opacità.
Nonostante le sue pubblicazioni, dopo la sua morte nel 1871, il suo lavoro era caduto nell’oblio e dimenticato al punto tale che quando nel 1988 i suoi cianotipi furono esposti al pubblico per la prima volta, il curatore della mostra aveva interpretato la sua modesta firma, formata solo dalle sue iniziali A.A., come “autore anonimo”.
Solo recentemente, grazie al lavoro di studiosi e artisti, il contributo scientifico e fotografico di Anna Atkins è stato riconsiderato e riconosciuto, con la garanzia che resterà a lungo nella memoria storica, esposto alla luce del sole.