Maria Sibylla Merian – L’Artista Entomologa
di Ilaria Bagnulo
Introduzione
Maria Sibylla Merian è stata una delle prime donne nella storia ad incarnare l’innovazione scientifica più importante del XVII secolo: l’osservazione diretta dei fenomeni e la scoperta della metamorfosi degli insetti.
Merian dedicò la sua vita ad analizzare e documentare la metamorfosi di circa duecento specie tra insetti, animali e piante ad essi associate, coniugando rigore scientifico e una grande abilità artistica. Le sue scoperte sulla metamorfosi smontarono definitivamente le credenze popolari per cui vermi e bruchi erano considerati esseri malefici e non associati agli insetti.
A differenza dei suoi colleghi naturalisti, che portavano avanti le loro ricerche in laboratorio, Merian osservò animali e insetti nel loro habitat naturale. Fu la prima a ritrarre ciascun insetto erbivoro con la relativa pianta ospite, rappresentandolo in una visione “ecologica” e d’insieme senza precedenti. Prima dei suoi studi infatti, flora e fauna erano studiate e rappresentate separatamente.
Donna intraprendente e coraggiosa, non si fece ostacolare dalle regole sociali del tempo e pubblicò a proprie spese le sue tavole e le relative annotazioni. Essere donna le precludeva l’accesso alle normali riviste scientifiche, a ricevere finanziamenti per nuove ricerche e perfino all’acquisto di colori ad olio. Infine, fu anche tra le prime donne ad imbarcarsi su una nave per una spedizione oltreoceano, pagata a proprie spese, alla scoperta degli insetti del Suriname.
Ritratto di Maria Sibylla Merian, 1710.
Indice dei contenuti
- L’infanzia e l’interesse per la natura
- Il fascino della metamorfosi
- Il matrimonio e il primo atelier
- “Il Libro dei Fiori”
- “Bruchi, la Meravigliosa Metamorfosi e il loro Singolare Nutrirsi di Fiori”
- Verso l’indipendenza e una nuova vita
- Merian e i salotti intellettuali di Amsterdam
- La spedizione nel Suriname
- Nuove scoperte
- “La Metamorfosi degli Insetti del Suriname”
- Dopo la morte
- Riconoscimenti postumi
L’infanzia e l’interesse per la natura
Maria Sibylla Merian nacque a Francoforte nel 1647, da Matthaus Merian il Vecchio, un incisore svizzero e proprietario di una delle più grandi case editrici europee del XVII secolo. Poco dopo la morte del padre, quando Merian aveva solo tre anni, la madre si risposò con Jacob Marrel, pittore di fiori e nature morte, che la introdusse fin da piccola al disegno e alle tecniche pittoriche.
Già nei suoi primi anni formativi la natura, piante, fiori, insetti e bruchi in particolare, divennero il suo primario interesse e oggetto di studio e collezione. Tale era questo interesse che si divertiva nel suggerire al patrigno di aggiungere degli insetti nelle sue composizioni di nature morte.
Tavola tratta da “Il Libro dei Fiori”
Il fascino della metamorfosi
All’età di 13 anni iniziò a interessarsi alla metamorfosi degli insetti. A quel tempo Francoforte era un importante centro commerciale per la seta, sede di movimenti culturali e capitale dell’editoria. In quel contesto le fu facile rimediare qualche baco da seta e raccogliere delle foglie di gelso per allevare il Bombyx mori e poterne così osservare e scoprire la metamorfosi da bozzolo a falena. Osservava i bachi da seta tessere i loro bozzoli e la trasformazione dei bruchi in falene e farfalle, rimanendone sempre affascinata.
Sebbene fosse solo all’inizio della sua futura carriera, la sua attenta osservazione e le sue illustrazioni di insetti in diversi stadi di evoluzione erano già notevoli per la loro qualità scientifica.
Merian aveva capito che i bruchi nascevano dalle uova deposte sulle piante dalle farfalle, e le farfalle dalle crisalidi, una tesi che sembrava assurda e pericolosa secondo sua madre e le persone del suo ambiente.
Antiche credenze popolari
All’epoca si credeva che i bruchi e le farfalle fossero completamente indipendenti. Le opinioni del tempo infatti si basavano su antiche credenze popolari che ritenevano gli insetti bestie diaboliche nate dalla putrefazione e segni dell’ira di Dio. Sopratutto vermi e bruchi erano considerati esseri abominevoli che si adoperavano per “divorare il mondo”. La chiesa cattolica consigliava degli esorcismi contro la piaga degli insetti. Altri credevano che le streghe si fossero trasformate in farfalle per rovinare panna e burro (da qui l’etimologia di “butterfly”).
Il matrimonio e il primo atelier
Continuando a studiare tecniche grafiche e incisorie, cominciò a dipingere fiori con gli acquerelli. In quegli anni si innamorò di Johann Andreas Graff, un allievo del patrigno specializzato in disegni prospettici di architettura. Si sposarano nel 1665 trasferendosi a Norimberga, dove nacque la prima figlia Johanna Helena.
Merian, insieme al marito, iniziò un piccolo commercio di attrezzi per pittori ed esemplari di insetti. Creò anche un atelier in cui ospitare una scuola di disegno e ricamo riservata alle ricche signore dell’alta borghesia e di famiglie benestanti. Ebbe così l’opportunità di accedere ai loro giardini e di sostenere, inoltre, una difficile economia familiare per via dello scarso guadagno del marito.
1675-1680 – “Libro dei Fiori”
Poco più che diciottenne Maria Sibylla creò la prima serie di acquerelli con tavole dedicate a fiori famosi, Blumenbuch (“Libro dei Fiori”) pubblicate tra il 1675 e il 1680 in tre volumi. Scopo di questo libro era quello di fornire alle sue allieve un campionario di immagini a cui ispirarsi per il ricamo. La sua attenzione era focalizzata sul ciclo vitale dell’insetto e l’interazione con l’ambiente che lo circonda. La novità di questi volumi veniva letta nel realismo e nell’accuratezza con cui le specie di fiori e insetti raffigurate erano esattamente associate tra loro. Eppure i suoi libri non trovarono spazio nel mondo scientifico perché scritti solo in tedesco, mentre il linguaggio scientifico del tempo era il latino.
Maria Sybilla decise, quindi, di studiare il latino continuando ad osservare e raccogliere bruchi.
Incipit del primo volume del Libro dei Fiori, 1675
1679 – 1683 – “Bruchi, la Meravigliosa Metamorfosi e il Loro Singolare Nutrirsi di Fiori”
Nel 1678 nacque la seconda figlia, Dorothea Maria, e l’anno seguente Merian pubblicò il primo volume di Der Raupen wunderbare Verwandelung, und sonderbare Blumen-nahrung (“Bruchi, La meravigliosa metamorfosi e il loro singolare nutrirsi di fiori”) nel quale illustrava in dettaglio la metamorfosi di farfalle e falene. Il volume conteneva illustrazioni di oltre 176 specie di farfalle diurne e notturne e altrettante specie di fiori e piante e lo dedicò “a beneficio di studiosi della natura, pittori e cultori di giardini”. Ciascun insetto è rappresentato sopra o vicino la pianta di cui si nutre e accompagnato da un testo descrittivo, in tedesco, degli stadi della metamorfosi e del ciclo di vita.
“Ritengo necessario” scrive nell’introduzione, “affermare nel modo più chiaro che tutti i bruchi nascono da uova di insetto che siano state precedentemente fecondate”.
Il ciclo di vita del baco da seta – Tavola tratta dal primo volume del “Der Raupen wunderbare Verwandelung, und sonderbare Blumen-nahrung”.
“Ho creato una prima classificazione per tutti gli insetti che si sviluppano dalla crisalide, le farfalle diurne e notturne”.
Il ciclo di vita dei bachi da seta su foglie di gelso per il frontespizio del primo volume di “Bruchi, la Meravigliosa Metamorfosi e il Loro Singolare Nutrirsi di Fiori”.
“Mi sono sempre dedicata a ornare la mia pittura di fiori con bruchi, farfalle e similari animaletti […] finchè non ho scoperto, grazie ai bachi da seta, la trasformazione dei bruchi, e mi sono domandata se anche in questo caso non potesse avere luogo una analoga metamorfosi.[…] Li ho dunque tenuti sotto osservazione durante cinque interi anni e ho constatato trasformazioni mirabili; di cui ho conservato ed esposto le testimonianze in una scatola, a beneficio di chiunque desiderasse vederle”.
Verso l’indipendenza e una nuova vita
In seguito alla morte del patrigno, Maria Sibylla tornò a Francoforte per occuparsi della madre; nel 1683 pubblicò la seconda parte di Der Raupen, comprendente altre 50 tavole.
Nel 1685 si separò di fatto dal marito e andò a vivere nel villaggio di Wieuwerd nei Paesi Bassi con le due figlie, la madre e il fratellastro Matthäus. Matthäus si era unito alla setta dei Labadisti che aveva sede nel castello di Waltha. Il castello era di proprietà di Cornelis van Sommelsdijk, governatore della colonia olandese del Suriname. In quel contesto Merian ebbe il tempo di continuare a studiare il latino nella biblioteca del castello, dove era anche conservata una collezione di farfalle tropicali.
Merian e i circoli intellettuali di Amsterdam
Quando morì anche la madre, Merian decise di trasferirsi ad Amsterdam. Insieme alle figlie si manteneva vendendo disegni di fiori e insetti, molto apprezzati e richiesti da ricercatori e amanti della natura, e nel tempo la loro casa divenne luogo frequentato da naturalisti e collezionisti della città. Maria Sibylla fu anche un’assidua visitatrice dell’Orto botanico, di cui conobbe il direttore Caspar Commelin e le collezioni private di piante e insetti tropicali. Conobbe anche l’inventore del microscopio, Antonie van Leeuwenhoek. In quel perido ebbe l’opportunità di leggere opere scientifiche e osservare la metamorfosi delle rane.
Affascinata dalla bellezza degli insetti tropicali del Suriname, che aveva già osservato nella collezione nel castello di Waltha, cominciò a studiarli grazie ad alcuni esemplari che le aveva procurato il marito della prima figlia, in quanto titolare di un’impresa di commercio con le colonie olandesi.
Ma la mancanza di notizie complete su questi insetti, come le piante “ospiti”, le loro uova, bruchi e crisalidi, la spinsero a desiderare di partire per il Suriname per studiarne e ritrarne le loro trasformazioni.
1699 – La Spedizione nel Suriname
Per finanziare il suo viaggio Merian vendette 255 dei suoi quadri e ricevette solo “una borsa di studio” dalla città di Amsterdam. Per via di un grande scetticismo nei suoi confronti, in quanto donna e scienziata, non poteva ricevere nessun tipo di finaziamento, pubblico o privato.
Il 10 luglio 1699, a 52 anni, partì con la seconda figlia Dorothea Maria, sua collaboratrice, per il Suriname (al tempo Guyana olandese) situato nella costa nord dell’America meridionale, per esplorare nuovi insetti e piante. Dopo tre mesi di navigazione giunsero a Paramarimbo, capitale della colonia e centro della produzione per l’esportazione di zucchero, cotone e indaco.
L’albero di banana non è indigeno delle Americhe ma fu introdotto dagli Spagnoli dal sud-est Asiatico e coltivato per i suoi frutti.
In merito al suo frutto Merian commenta: “E’ usato come una mela e ha un sapore piacevole come quello delle mele in Olanda; è buono sia crudo che cotto”.
Le nuove scoperte di Merian
Indigeni locali e schiavi africani accompagnarono Merian e la figlia nell’esplorazione della foresta tropicale a caccia di esemplari vegetali e animali mai visti prima. Le due donne collezionarono, studiarono e composero illustrazioni di insetti, uccelli, rettili, fiori, frutti esotici e semi. Per via del clima umido che non permetteva una buona conservazione dei campioni raccolti, erano costrette a dipingere velocemente i loro soggetti.
Merian fece amicizia con le popolazioni indigene e raccolse informazioni sull’uso tradizionale e medicinale delle piante, annotandole su un taccuino e un diario di viaggio. Di particolare effetto le notizie sull’utilizzo di alcune piante che le donne del luogo utilizzavano per indurre l’aborto e cercare di evitare alla prole una vita di schiavitù.
Il rientro ad Amsterdam
Dopo 21 mesi a disegnare e raccogliere insetti e piante, Maria Sibylla si ammalò di malaria e fu costretta a ritornare ad Amsterdam insieme alla figlia. Si imbarcarono con centinaia di teche, barattoli di bruchi vivi, uova, serpenti e altri animali sotto spirito, bulbi di fiori, semi e piante.
1705 – “La Metamorfosi degli Insetti del Suriname”
Il suo rientro ad Amsterdam, il 23 settembre 1701, non passò inosservato: la città organizzò in suo onore una mostra di tutta la sua raccolta e nel 1705 Merian pubblicò di sua iniziativa Metamorphosis insectorum Surinamensium (“La metamorfosi degli insetti del Suriname”). Il volume fu il primo libro illustrato che descriveva la storia naturale del Suriname con 60 incisioni che rappresentavano diversi stadi di trasformazione degli insetti accopagnate da testi descrittivi in olandese e latino.
Tra i più importanti lavori della sua carriera, questo volume rappresentò la summa dello spirito di osservazione e della pazienza, della determinazione e dell’impegno di una scienziata ed artista del Seicento.
La vendita degli esemplari riportati in Europa, riuscì a coprire solo i costi del viaggio, come afferma lei stessa nella prefazione del libro. Nonostante le lodi e l’interesse internazionale, la scarsità di sottoscrittori convinse Maria Sibylla a rinunciare a pubblicare la seconda parte, dedicata ai rettili e agli anfibi.
Dopo la morte di Maria Sibylla Merian
Maria Sibylla Merian morì ad Amsterdam il 13 gennaio 1717 in povertà e il suo corpo fu deposto in una tomba anonima. In quello stesso anno i suoi dipinti vennero acquistati da Pietro I, zar di Russia.
Dopo la sua morte, la figlia Dorothea Maria pubblicò in lingua olandese la terza parte del libro sugli insetti europei, con testi molto più brevi rispetto ai volumi precedenti. In seguito venne invitata a San Pietroburgo per lavorare come illustratrice scientifica per lo zar, diventando la prima donna ad essere assunta dall’Accademia delle Scienze Russa. La sorella Johanna Helena invece, si era trasferita con il marito nel Suriname già dal 1711, dove era diventata una rinomata artista.
Riconoscimenti postumi
Nei secoli successivi il lavoro di Merian fu riconosciuto per la sua accuratezza e per aver portato nuovi standard di precisione nell’illustrazione scientifica, diventando fondamentale per il progesso dell’entomologia. Linneo si servì delle sue opere per fondare il campo della tassonomia.
Il suo ritratto è stato impresso sulle banconote da 500 Marchi della Repubblica Federale Tedesca e su un francobollo tedesco del 1987.
Nel 2005 è stata varata una nave che porta il suo nome, appartenente all’Istituto Leibniz per le ricerche nel Mar Baltico.
Nel 2014, quasi trecento anni dopo la sua morte, ad Amsterdam è stata fondata la Maria Sibylla Merian Society, un gruppo internazionale aperto a chiunque sia interessato agli studi di Merian.