SISTEMI DI SOSTEGNO PER GLI ALBERI – Linee guida generali
di Ilaria Bagnulo
Introduzione
Dando per assodata la conoscenza di una corretta procedura per piantare alberi e arbusti, vorrei ricapitolare i diversi sistemi di sostegno per gli alberi e le loro possibili applicazioni, per decidere quale sistema sia il più adatto alle specifiche necessità, come applicarlo e quando rimuoverlo.
I sistemi di supporto possono avere diverse funzioni: garantire l’ancoraggio delle radici al suolo, poteggere il tronco da possibili danneggiamenti o sostenere il corretto sviluppo strutturale dell’albero. Questi sistemi, se apllicati correttamente, garantiscono una crescita sana e stabile dell’albero, andando a ridurre i fattori di rischio a lungo termine. Al contrario, se eseguiti male, potrebbero causare seri danni per gli alberi e comprometterne la loro salute e stabilità.
Indice dei contenuti
Considerazioni
Prima di tutto bisogna dire che la maggior parte degli alberi messi a dimora, soprattutto se giovani e con una buona struttura, non necessitano di alcun tipo di supporto.
I sistemi di sostegno applicati ai giovani alberi possono indebolire la loro struttura. Se l’albero è stato legato male e non si muove, la crescita del tronco e delle radici verrà rallentata. Inoltre si potrebbero creare danni causati dall’utilizzo di materiali errati, come filo di ferro e cordini troppo stretti e che spesso non vengono rimossi.
Lo stesso val per i pali o tutori, che se posizionati troppo vicino o aderenti al tronco, possono causare danni, abrasioni e rompere i rami laterali.
Durante l’operazione di messa a dimora dell’albero, i materiali di sostegno che verranno utilizzati dovranno essere già pronti. Ancora prima bisognerà farsi alcune domande.
- Che tipo di albero sto piantando – specie, età, circonferenza tronco, altezza, stato attuale di sviluppo strutturale di radici e tronco
- Dove lo sto piantando – caratteristiche del sito d’impianto (urbano, in un parco, per strada, vicino a un muro, in giardino), esposizione a sole e vento, previsione di calpestio frequente, pericoli esterni
- Piano di controllo e rimozione dei supporti
Materiali
E’ preferibile usare pali e tutori in legno, scortecciati e non impregnati. Lunghezza e diametro dei pali dovranno essere calcolati in base all’altezza e all’età dell’albero. Il tipo di tutoraggio, le dimensioni e la resistenza dei pali dovrebbero essere scelti in relazione alle dimensioni della pianta e alla durata di utilizzo prevista nel sito di intervento.
Per alberi più grandi, o in particolare situazioni di vento, si possono usare pali metallici.
Le fasce di fissaggio dovrebbero essere di materiale organico non abrasivo e lasciate morbide intorno al tronco per favorirne l’oscillazione.
In caso di forti venti è consigliabile fissare le fasce ai pali con delle viti per evitare che scivolino o si muovano.
Raccomandazioni
E’ importante ricordare che per mantenere la loro flessibilità, gli alberi devono essere in grado di potersi muovere in tutte le direzioni per sopportare il carico del vento e per sviluppare la lignificazione e l’elasticità del tronco.
I pali devono essere sempre inseriti ai margini della buca d’impianto e lontani dalla zolla e distanti dal tronco.
Le fasce dovranno essere sempre posizionate ad un’unica altezza del tronco che dovrà essere calcolata in base a diversi fattori determinati da ogni singolo caso.
E’ opportuno controllare le fasce ogni sei mesi, regolare la tensione e programmare la rimozione dopo uno o massimo due anni dall’installazione.
Evitare di utilizzare cordini, fil di ferro e altri materiali che potrebbero causare ferite profonde al tronco, aprendo un ingresso a patogeni esterni, o essere inglobate nel tempo all’interno della corteccia.
Nessun sistema di tutoraggio deve causare abrasioni o danni di sfregamento.
Pratica molto diffusa e dannosa, è quella di far toccare il palo di ssostegno con il tronco legandolo troppo stretto e con materiali non idonei e che spesso non vengono rimossi.
Tipologie di sistemi di sostegno per gli alberi
Sistemi protettivi
Vengono utilizzati principalmente per proteggere il tronco da potenziali danneggiamenti provocati da macchinari da giardino, decespugliatori, veicoli stradali e atti vandalici. La scelta dei tutori può essere fatta per alberi di giovane età capaci di restare eretti da soli, in particolare alberi con naturale crescitàa verticale, conifere e alberi a radice nuda.
Per il tutoraggio protettivo si usano due o tre paletti corti (1 m di altezza per 4 mm di spessore) con distanza di 40 cm e piantati intorno al tronco lasciando una lunghezza esterna di 50-70 cm.
Nel caso di alberature stradali di dimensioni più grandi sono anche utilizzati griglie protettive in acciaio e recinzioni metalliche.
In giardino è possibile optare anche per collari in pvc autoregolanti per la protezione del colletto.
Sistemi di tutoraggio
Questi sistemi di sostegno sono necessari per tutti quegli alberi che non hanno ancora sviluppato tronco o radici sufficientemente forti per mantenere una posizione eretta, che sono stati messi a dimora in zone soggette a venti e piogge frequenti, o che tendono a inclinarsi. Sono inoltre necessari nei casi in cui ci sia una notevole sproporzione di peso della chioma rispetto alla zolla, e per gli alberi destinati ad essere piantati lungo strade e marciapiedi con frequente calpestio. I pali tutori aiuteranno a limitare le oscillazioni.
Utilizzare due o massimo tre pali (nel caso di vento forte) e inserirli nella buca d’impianto senza interferire con le radici ma restando esterni alla zolla.
Su alberi giovani, si possono usare uno o massimo due pali (tre nel caso di forti venti) posizionati ad equa distanza dal tronco, inseriti nella buca ad una profondità minima di 40 cm e lontani dalla zolla.
L’orientamento dei pali deve seguire la direzione da cui batte il vento predominante.
Pali e fascette devono essere rimossi dopo un anno, massimo due.
Per giovani alberi è bene usare dei pali che siano poco più alti della lunghezza del tronco, e determinare il punto di aggancio delle cinghie o fasce ad un’altezza che non superi i due terzi dell’altezza del tronco e sempre subito prima o dopo i punti di intersezione di rami e stemmi laterali.
Diversi studi condotti da Leiser e Kemper hanno dimostrato che usare pali troppo alti provoca maggiore stress per l’albero sollecitato dal vento, una riduzione dello sviluppo del tronco e della sua flessibilità. Inoltre l’albero tenderà a sviluppare una maggiore crescita verticale del tronco, che risulterà anche più assottigliato, con una crescita di ramificazioni orizzontali ridotta.
Sistemi di ancoraggio
Viene utilizzato per alberi forniti con zolla intatta o in contenitore, che presentano una sproporzione di peso tra la chioma e la zolla, con un apparato radicale poco sviluppato o in luoghi esposti a vento e piogge frequenti.
I pali di ancoraggio servono a trattenere la zona ipogea dell’albero fino a quando le radici non si saranno sviluppate all’interno della buca e saranno in grado di sostenere l’albero.
Se le radici non sono ben ancorate il movimento del tronco causato dal vento potrebbe spezzarle. Anche frequenti innaffiature e piogge potrebbero influire negativamente sulla stabilità della zolla.
Per promuovere una buona crescita radicale il sistema di sostegno protettivo può avere anche questa funzione.
Un metodo semplice di ancoraggio è quello di inserire due o tre paletti all’interno dlla buca, con una lunghezza esterna di 20 -30 cm e all’esterno della zolla fissati con delle cinghie o dei tiranti. Le cinghie devono essere poisizionate al primo livello del tronco calcolando 50-60 cm partendo dalla superficie del terreno, sotto i punti di intersezione dei primi rami.
Un altro sistema è l’ancoraggio sotterraneo, utilizzato su alberi di garndi misure. Esistono diversi metodi, alcuni molto piu complessi da eseguire. Nei casi più semplici, e con alberi di piccole dimensioni, l’ancoraggio sotterraneo deve essere eseguito con materiale biodegradabile, come corde e legno.
Un altro sistema di ancoraggio della zolla con paletti e assi di legno.